
Il valzer delle prime volte. Dopo Giovanni Franzoni è toccato a Nicol Delago sfatare il tabù della vittoria che non veniva: è finita davanti a tutte nella discesa di Tarvisio, regolando la tedesca Weidle-Winkelmann e Lindsey Vonn, che non smette più di stupire e che nella sua meravigliosa stagione ha collezionato il sesto podio (due sono quelli più alti, per i successi di St. Moritz e della scorsa settimana ad Alternmarkt-Zauchensee).
Era ora, è il caso di dire per Nicol, maggiore di un anno della sorellina Nadia, lei sì già capace di un’impresa (il bronzo olimpico di Pechino 2022, alle spalle di Sofia Goggia) ma a sua volta poi coinvolta da quella strana serie di alti e bassi che ha condizionato entrambe. Nadia nel giorno del trionfo di Nicol è giunta decima – scesa con il 30, non poteva probabilmente ambire a nulla di meglio: la pista era ormai rallentata – e al traguardo è corsa ad abbracciare chi l’aveva battuta: «Sono strafelice per lei, per me e per la nostra famiglia: non abbiamo passato momenti facili, sono emozionata». E Nicol poco prima aveva dichiarato: «Nadia non potrà mai essere una mia avversaria. Anzi, le ho dato un consiglio alla partenza: fai quello che hai in mente».
Nadia era andata forte nella prima prova, ma Nicol aveva vinto la seconda. E un po’ aveva «prenotato» il successo, visto che la Di Prampero (al rientro nel circuito della Coppa del Mondo dopo 15 anni) è una pista adattissima alle sue caratteristiche di grande scivolatrice. Ma altre volte Nicol aveva avuto l’occasione e non l’aveva sfruttata. Era così tempo di rimediare. Detto e fatto. Pettorale numero 3, discesa perfetta, macinando le linee giuste e chiudendo con un tempo (1’46”28) che le ha dipinto un sorriso enorme sul volto perché già al traguardo aveva intuito che il cronometro stavolta sarebbe stato dalla sua parte. Sono arrivate le prime conferme: male le austriache, non competitive le svizzere, pericolosa la Weidle-Winkelmann ma battuta con 20 centesimi, in difficoltà perfino Sofia Goggia – si sapeva che Tarvisio non era luogo per lei: ne riparleremo – e poi sconfitta perfino l’immensa Vonn nonostante la sua esperienza e la sua sciata leggera, da miciona, l’abbiano tenuta in partita fino all’ultimo: 36 i centesimi di troppo della statunitense.
PUBBLICITÀ
«Bisognava aver voglia di andare veloci» è stato il commento a caldo della Delago senior, quando l’impresa non era ancora consolidata.
E allora, avanti con la gioia e con le frasi che accompagnano una vera e propria liberazione. Nicol Delago dal debutto nella Coppa del Mondo (24 gennaio 2015) aveva ottenuto cinque podi inferiori (tre secondi posti e due terzi), alternati a momenti di riflusso, alcuni di questi addirittura sconfortanti. Le è sempre mancato, insomma, il cambio di passo, il clic nell’interruttore dei risultati. Stavolta l’ha fatto scattare: «Sì, sono stati anni duri, di alti e bassi. Ho nel cuore il primo podio, in Val Gardena (che è casa sua, ndr), ma questo è un giorno speciale e dal significato enorme. Ringrazio tutta la mia famiglia: mi è sempre stata vicina».
Non dev’essere stato semplice lottare contro i risultati che non venivano, con il ronzio di fondo delle critiche. Essere riuscita a tenere duro è uno dei meriti di Nicol. Stavolta la tenacia ha pagato gli attesi dividendi. «Ho cercato sempre di divertirmi, pian piano ho ritrovato la mia libertà. Però era sempre troppo poco. Invece oggi il motto “less is more” mi ha aiutato molto». Una vittoria della svolta? Vedremo, Nicol deve ancora provare i progressi nei percorsi più tecnici. Ma intanto la qualificazione olimpica è blindata.
L’Italia di Tarvisio ha avuto anche buon contorno: sesta Laura Pirovano – la Di Prampero non era il massimo nemmeno per lei -, costretta a rinviare di nuovo il primo rendez-vous con il podio; decima come detto Nadia Delago, undicesima Sofia Goggia.
Parlando di quest’ultima, è chiaro che non è il risultato che ci si aspettava. Questo in teoria, visto chi è lei. Ma la realtà è diversa e già le prove avevano annunciato una Sofia non in sintonia con Tarvisio. Non c’era nemmeno la neve migliore per invitarla a sprigionare la sua cavalleria.
Resta però il fatto che nella stagione non ha ancora vinto nella disciplina nella quale era abituata a dominare. A Tarvisio era comunque difficile: «Sapevo che avrei dovuto inventarmi qualcosa, ma non ero già veloce dal primo intertempo e non avevo un motore da accendere». C’è da preoccuparsi? A nostro avviso no, bisogna solo pazientare. Ma nel frattempo è chiaro che Sofia deve aggiustare qualcosa. «Sicuramente – dice – di questi tempi sto andando meglio in SuperG e nelle ultime due uscite in discesa ho fatto più fatica a trovare i tempismi giusti in curva. Ci sono degli up and down, oggi va così». Aspettiamola con fiducia: tornerà dove spesso è stata.